Un preludio strumentale era originariamente un breve brano suonato in maniera estemporanea, prima dell'esecuzione del pezzo vero e proprio. Si sviluppò probabilmente dalla naturale tendenza di ciascun musicista di scaldare il proprio strumento suonando alcune note prima di iniziare. La consacrazione ad una vera e propria forma artistica, oltre che dai compositori, giunse quando gli editori iniziarono a pubblicizzare le raccolte a stampa di preludi pronti all'uso, a partire dal XVII secolo.
Nella musica barocca, il preludio è spesso abbinato ad una fuga. Per esempio, Johann Sebastian Bach compose un'opera comprendente due raccolte di preludi e fughe in tutte e ventiquattro le tonalità maggiori e minori: Il clavicembalo ben temperato.
Similmente, Šostakovič scrisse una raccolta di 24 Preludi e Fughe dopo aver in precedenza scritto 24 Preludi per pianoforte.
Tra gli altri compositori che hanno scritto dei preludi per pianoforte in tutte le 24 tonalità, troviamo Fryderyk Chopin, Charles Henri Valentin Alkan e Sergej Rachmaninov. Scrissero importanti raccolte di preludi anche senza precisi riferimenti alla tonalità tradizionale Claude Debussye Aleksandr Skrjabin (autore di una raccolta di 24 preludi op.11 in tutti i toni maggiori e minori e di diverse altri quaderni non tonali).
Caso particolare quello dei 24 preludi e fughe per due chitarre, in tutte le tonalità maggiori e minori, di Mario Castenuovo-Tedesco: "Les guitarres bien tempérées".
Da notare che è stata anche utilizzata (per affinità o per contrasto) la forma Postludio da compositori quali: Alfred Schnittke, Luca Belloni,Andrea Poggiali. Caso limite dell'utilizzo di una forma ibrida del termine è il Post-prae-ludium per Donau per tuba e Live electronics di Luigi Nono. Per concludere si segnala anche il termine Microludi (preludi miniaturizzati) del compositore rumeno-ungherese György Kurtàg.
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